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Alla scoperta della Silicon Beach

Tecnologia fa rima con Silicon Valley. È a San Francisco, in California, che sono nate le maggiori aziende di progettazione e produzione di microcircuiti ed oggi fanno dell’innovazione la principale mission. Apple, Google, Amazon, Netflix, Samsung, Tesla Motors sono solo alcuni dei marchi che hanno sede proprio nella Silicon Valley. In California però c’è una seconda Silicon Valley che sta iniziando a far sentire la sua voce: Los Angeles. Così come San Francisco, città finora conosciuta principalmente per i film di Hollywood, comincia a farsi largo posizionandosi tra le capitali dell’innovazione tecnologica. Se l’Università di Palo Alto ha portato le più grandi menti nella zona di San Francisco, così sta facendo anche l’USC che è stata individuata come “startup garden” per Los Angeles. 
Eventi come il Future Festival, che registra sempre più partecipazioni, dimostrano come sia cambiato l’approccio verso questa città che è sempre di più vista come patria dell’innovazione, tanto da essere definita Silicon Beach.È qui che sono nati Snapchat, Tinder, The Honest Company, SpaceX, HyperLoop, Factual, ZestFinance, Thrive Market, Ring, Oculus, SGN e tante altre. C’è anche un’azienda italiana, Pirelli, che ha deciso di investire nella Silicon Beach con diversi progetti innovativi.Il futuro è a Los Angeles ed ecco perché noi andiamo a dare un’occhiata!

Tecnologia fa rima con Silicon Valley. È a San Francisco, in California, che sono nate le maggiori aziende di progettazione e produzione di microcircuiti ed oggi fanno dell’innovazione la principale mission. Apple, Google, Amazon, Netflix, Samsung, Tesla Motors sono solo alcuni dei marchi che hanno sede proprio nella Silicon Valley. 

In California però c’è una seconda Silicon Valley che sta iniziando a far sentire la sua voce: Los Angeles. Così come San Francisco, città finora conosciuta principalmente per i film di Hollywood, comincia a farsi largo posizionandosi tra le capitali dell’innovazione tecnologica. Se l’Università di Palo Alto ha portato le più grandi menti nella zona di San Francisco, così sta facendo anche l’USC che è stata individuata come “startup garden” per Los Angeles. 
Eventi come il Future Festival, che registra sempre più partecipazioni, dimostrano come sia cambiato l’approccio verso questa città che è sempre di più vista come patria dell’innovazione, tanto da essere definita Silicon Beach.

È qui che sono nati Snapchat, Tinder, The Honest Company, SpaceX, HyperLoop, Factual, ZestFinance, Thrive Market, Ring, Oculus, SGN e tante altre. C’è anche un’azienda italiana, Pirelli, che ha deciso di investire nella Silicon Beach con diversi progetti innovativi.

Il futuro è a Los Angeles ed ecco perché noi andiamo a dare un’occhiata!

Ultime news

07/04/2021
Offrire l'esperienza di un'app, senza progettare un'app

La tendenza in aumento costante del traffico da mobile, è spesso inversamente proporzionale al tasso di conversione che si ottiene in navigazione da desktop. L'unico modo per poter aumentare la conversione, è migliorare l'esperienza utente mobile. Sempre più spesso si sposta la programmazione di un'app, verso la realizzazione di una progressive web app, ovvero una applicazione web che si comporta in modo simile a un’applicazione native quando utilizzata da mobile. In questo modo l’utente può vivere un’esperienza più veloce e fluida, proprio come se stesse navigando su un’app, ma senza la necessità di dover scaricare un’app. È possibile, ad esempio, caricare in anticipo i contenuti del sito in modo tale da farlo caricare più velocemente, permettere all’utente di aggiungere il sito alla home del telefono e rendere il contenuto disponibile anche offline.Tre punti fondamentali per poter ottenere una buona esperienza utente sono:- Non sottovalutare gli aspetti tecnici della UX
Spesso l’ottimizzazione della user experience viene collegata ad una modifica prettamente grafica della pagina. Si tende a mettere in secondo piano gli aspetti più tecnici come il caricamento della pagina stessa o funzionalità che migliorano l’esperienza di navigazione.
Si tratta di un'opportunità mancata se consideriamo solo il fatto che, ad esempio, un miglioramento di 0,1 secondi della velocità del sito può aumentare il tasso di conversione fino al 10% a seconda del settore.- Adatta il tuo sito alle esigenze dei tuoi utenti
Le esigenze degli utenti cambiano, lo abbiamo notato soprattutto in questo ultimo anno. I brand, quindi, devono fare il possibile per soddisfare le aspettative dei clienti, offrendo loro servizi sempre più allineati al loro comportamento di navigazione.- Adotta una cultura orientata alla performance
Ci deve essere una costante analisi di User Experience (UX), magarai tramite l’attivazione di A/B test e l'implementazione delle pagine AMP e ora della PWA.

24/03/2021
Bufale nella trasformazione digitale per le PMI

Come giustamente viene messo in evidenza da questo articolo, ci sono almeno tre miti da sfatare, quando si parla di trasformazione digitale di un'azienda.Richiede troppo tempo e noi abbiamo bisogno di risultati adessoNon ci si inventa una trasformazione digitale, fatta di revisione dei processi, in poco tempo. Ogni cosa deve avere il giusto tempo di maturazione, per capire se realmente ha un senso logico/produttivo, o se lo si è fatto solamente perchè altri lo fanno o è di moda. Ogni azienda è un caso a se, e si deve avere una visione a medio termine per potare avanti una trasformazion digitale.È troppo complicato per noi e non abbiamo abbastanza risorseChi è all'interno dell'azienda è fondamentale, perchè è colui che opera sul campo. Sono fondamentali tutti gli attori, perchè una digitalizzazione aziendale può avere successo solamente se condivisa ed utilizzata da tutti gli operatori coinvolti. Detto questo, sono altrettanto fondamentali le figure esterne, che possono dare un punto di vista differente da chi è abituato ad utilizzare gli stessi processi consolidati negli anni, oltre a poter portare esperienze applicate in altre realtà. Quindi per poter operare un processo così radicale, non si deve per forza fare tutto internamente, anzi è esattamente il contrario.Non ne abbiamo bisogno, non è rilevante per noiIl digitale è una strada tracciata ed oramai a senso unico. Non percorrere questa strada, significa rimanere fuori dal mercato nel giro di poco tempo. Chiunque sia a capo di un'azienda può pensare che la sua sia un caso particolare, ma la realtà delle cose è inprevedibile e le accelerazioni del mercato improvvise.Uno studio condotto dall’Osservatorio Innovazione Digitale delle PMI, rivela per esempio che pochissime azienda hanno un "banale" (questa è la percezione per mlti clienti) sito web ottimizzato, performante, responsivo ed aggiornato.