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Cross Device al centro di eCommerce Forum di Milano

L’undicesima edizione dell’eCommerce Forum, l’appuntamento promosso dal Consorzio Netcomm dedicato al commercio elettronico, è stata l’occasione per approfondire le dinamiche dell’intera filiera dello shopping online.Durante il primo incontro in plenaria, Roberto Liscia, Presidente del Consorzio Netcomm, ha sostenuto l’importanza dell’e-commerce come leva per lo sviluppo del sistema economico del paese. A confermare la fondatezza di queste affermazioni, Alessandro Perego, Direttore Scientifico dell’Osservatorio B2C Netcomm del Politecnico di Milano, con il consuntivo 2015 e le previsioni 2016 per l’Italia. I dati mostrano un aumento del 17% della domanda dal 2015, che raggiunge il 50% se si considera come anno di partenza il 2011. I prodotti che vengono acquistati maggiormente tramite e-commerce sono i servizi, specialmente quelli legati al turismo. Il food & grocery registra esponenziali margini di crescita poiché, nel mercato offline, le famiglie spendono la maggior parte delle risorse in questo tipo di beni.Il mercato dello shopping online è molto concentrato: il 70% del fatturato è attribuibile a 20 aziende. Tuttavia questo dato non lascia trasparire il potenziale per le PMI che vendono tramite siti aggregatori.Il 15% degli acquisti avviene da smartphone, percentuale in aumento sommando anche quelli tramite tablet. Il mobile e, più in generale, il cross device è il filo conduttore di quasi tutti gli incontri.Giorgio Bignozzi, Direttore Tecnico di Marketing Informatico, conscio del fenomeno per cui gli utenti da mobile hanno superato quelli desktop, illustra i vantaggi delle app, in particolare come queste permettano un’interazione con l’user anche dopo aver chiuso l’applicazione. Uno dei metodi per restare in contatto con l’utilizzatore sono le notifiche push, focus curato da Salvatore Signorelli, Country Manager di Accengage. Il messaggio giusto, alla persona giusta, nel momento giusto e nel posto giusto (grazie alla tecnologia Beacons) sono i principi base di questa pratica. Questi principi sono gli stessi che Laura Gioia, Digital Strategist di ContactLab, consiglia nell’ambito dell’email marketing o, ancora più nello specifico, nelle mail transazionali. Alla base delle strategie di ContactLab c’è la cura per il cliente: fare online ciò che faremmo in un negozio offline.L’attenzione verso il consumatore può essergli trasposta utilizzando tecniche di ascolto, come le Survey, che aiutano a comprendere gli eventuali errori e fanno sentire il cliente importante. Questa strategia è stata illustrata da Paolo Morgandi, Commerce Strategist di Boraso.Questa edizione dell’eCommerce Forum è stata occasione per ricevere conferme riguardo allo sviluppo del commercio online, all’importanza di far sentire il cliente al centro delle strategie digital, con un imperativo: non si può prescindere dall’approccio mobile.

L’undicesima edizione dell’eCommerce Forum, l’appuntamento promosso dal Consorzio Netcomm dedicato al commercio elettronico, è stata l’occasione per approfondire le dinamiche dell’intera filiera dello shopping online.

Durante il primo incontro in plenaria, Roberto Liscia, Presidente del Consorzio Netcomm, ha sostenuto l’importanza dell’e-commerce come leva per lo sviluppo del sistema economico del paese. A confermare la fondatezza di queste affermazioni, Alessandro Perego, Direttore Scientifico dell’Osservatorio B2C Netcomm del Politecnico di Milano, con il consuntivo 2015 e le previsioni 2016 per l’Italia. I dati mostrano un aumento del 17% della domanda dal 2015, che raggiunge il 50% se si considera come anno di partenza il 2011. I prodotti che vengono acquistati maggiormente tramite e-commerce sono i servizi, specialmente quelli legati al turismo. Il food & grocery registra esponenziali margini di crescita poiché, nel mercato offline, le famiglie spendono la maggior parte delle risorse in questo tipo di beni.

Il mercato dello shopping online è molto concentrato: il 70% del fatturato è attribuibile a 20 aziende. Tuttavia questo dato non lascia trasparire il potenziale per le PMI che vendono tramite siti aggregatori.

Il 15% degli acquisti avviene da smartphone, percentuale in aumento sommando anche quelli tramite tablet. Il mobile e, più in generale, il cross device è il filo conduttore di quasi tutti gli incontri.

Giorgio Bignozzi, Direttore Tecnico di Marketing Informatico, conscio del fenomeno per cui gli utenti da mobile hanno superato quelli desktop, illustra i vantaggi delle app, in particolare come queste permettano un’interazione con l’user anche dopo aver chiuso l’applicazione. Uno dei metodi per restare in contatto con l’utilizzatore sono le notifiche push, focus curato da Salvatore Signorelli, Country Manager di Accengage. Il messaggio giusto, alla persona giusta, nel momento giusto e nel posto giusto (grazie alla tecnologia Beacons) sono i principi base di questa pratica. Questi principi sono gli stessi che Laura Gioia, Digital Strategist di ContactLab, consiglia nell’ambito dell’email marketing o, ancora più nello specifico, nelle mail transazionali. Alla base delle strategie di ContactLab c’è la cura per il cliente: fare online ciò che faremmo in un negozio offline.

L’attenzione verso il consumatore può essergli trasposta utilizzando tecniche di ascolto, come le Survey, che aiutano a comprendere gli eventuali errori e fanno sentire il cliente importante. Questa strategia è stata illustrata da Paolo Morgandi, Commerce Strategist di Boraso.

Questa edizione dell’eCommerce Forum è stata occasione per ricevere conferme riguardo allo sviluppo del commercio online, all’importanza di far sentire il cliente al centro delle strategie digital, con un imperativo: non si può prescindere dall’approccio mobile.

Ultime news

07/04/2021
Offrire l'esperienza di un'app, senza progettare un'app

La tendenza in aumento costante del traffico da mobile, è spesso inversamente proporzionale al tasso di conversione che si ottiene in navigazione da desktop. L'unico modo per poter aumentare la conversione, è migliorare l'esperienza utente mobile. Sempre più spesso si sposta la programmazione di un'app, verso la realizzazione di una progressive web app, ovvero una applicazione web che si comporta in modo simile a un’applicazione native quando utilizzata da mobile. In questo modo l’utente può vivere un’esperienza più veloce e fluida, proprio come se stesse navigando su un’app, ma senza la necessità di dover scaricare un’app. È possibile, ad esempio, caricare in anticipo i contenuti del sito in modo tale da farlo caricare più velocemente, permettere all’utente di aggiungere il sito alla home del telefono e rendere il contenuto disponibile anche offline.Tre punti fondamentali per poter ottenere una buona esperienza utente sono:- Non sottovalutare gli aspetti tecnici della UX
Spesso l’ottimizzazione della user experience viene collegata ad una modifica prettamente grafica della pagina. Si tende a mettere in secondo piano gli aspetti più tecnici come il caricamento della pagina stessa o funzionalità che migliorano l’esperienza di navigazione.
Si tratta di un'opportunità mancata se consideriamo solo il fatto che, ad esempio, un miglioramento di 0,1 secondi della velocità del sito può aumentare il tasso di conversione fino al 10% a seconda del settore.- Adatta il tuo sito alle esigenze dei tuoi utenti
Le esigenze degli utenti cambiano, lo abbiamo notato soprattutto in questo ultimo anno. I brand, quindi, devono fare il possibile per soddisfare le aspettative dei clienti, offrendo loro servizi sempre più allineati al loro comportamento di navigazione.- Adotta una cultura orientata alla performance
Ci deve essere una costante analisi di User Experience (UX), magarai tramite l’attivazione di A/B test e l'implementazione delle pagine AMP e ora della PWA.

24/03/2021
Bufale nella trasformazione digitale per le PMI

Come giustamente viene messo in evidenza da questo articolo, ci sono almeno tre miti da sfatare, quando si parla di trasformazione digitale di un'azienda.Richiede troppo tempo e noi abbiamo bisogno di risultati adessoNon ci si inventa una trasformazione digitale, fatta di revisione dei processi, in poco tempo. Ogni cosa deve avere il giusto tempo di maturazione, per capire se realmente ha un senso logico/produttivo, o se lo si è fatto solamente perchè altri lo fanno o è di moda. Ogni azienda è un caso a se, e si deve avere una visione a medio termine per potare avanti una trasformazion digitale.È troppo complicato per noi e non abbiamo abbastanza risorseChi è all'interno dell'azienda è fondamentale, perchè è colui che opera sul campo. Sono fondamentali tutti gli attori, perchè una digitalizzazione aziendale può avere successo solamente se condivisa ed utilizzata da tutti gli operatori coinvolti. Detto questo, sono altrettanto fondamentali le figure esterne, che possono dare un punto di vista differente da chi è abituato ad utilizzare gli stessi processi consolidati negli anni, oltre a poter portare esperienze applicate in altre realtà. Quindi per poter operare un processo così radicale, non si deve per forza fare tutto internamente, anzi è esattamente il contrario.Non ne abbiamo bisogno, non è rilevante per noiIl digitale è una strada tracciata ed oramai a senso unico. Non percorrere questa strada, significa rimanere fuori dal mercato nel giro di poco tempo. Chiunque sia a capo di un'azienda può pensare che la sua sia un caso particolare, ma la realtà delle cose è inprevedibile e le accelerazioni del mercato improvvise.Uno studio condotto dall’Osservatorio Innovazione Digitale delle PMI, rivela per esempio che pochissime azienda hanno un "banale" (questa è la percezione per mlti clienti) sito web ottimizzato, performante, responsivo ed aggiornato.