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Gli smartphone in Italia: l'infografica

Che il settore degli smartphone sia in costante crescita ce ne accorgiamo nel nostro quotidiano. Ma di quanto sta aumentando?
Durante l’IFA di Berlino Mobilens di conScore ha presentato i dati relativi al mercato degli smartphone in Italia aggiornati al mese di maggio 2016. La vendita di smartphone ha registrato una crescita del 17% che, con un totale di 30.6 milioni di utenti, raggiunge il 68.7% del mercato dei dispositivi telefonici.
I marchi che vengono maggiormente acquistati sono Samsung, al primo posto con il 43.4%, seguita da dispositivi Apple, con il 17,7% ed infine Huawei. Quest’ultimo, malgrado copra solamente l’8% del mercato, ha subito un incremento di vendite del 140% rispetto all’anno precedente. Nello specifico, tra i modelli più popolari, in prima posizione troviamo Huawei P8 Lite, seguito da iPone 6s e Samsung Galaxy J5.Ma quando scelgono uno smartphone, gli italiani cosa cercano? Innanzitutto la grandezza dello schermo tra i 5 e i 6 pollici, la fotocamera di almeno 12/14 Megapixel e sono disposti a spendere fino a 400€. I sistemi operativi più ricercati sono Android, scelto in quasi il 70% dei casi, iOS nel 17.7% e Microsoft, in calo, raggiunge il 10.7%. Sono stati presentati anche i dati relativi al grado di fidelizzazione verso un sistema operativo piuttosto che un altro. In particolare i possessori di sistemi Android dichiara di voler passare ad iOS nel 13% dei casi, mentre chi utilizza regolarmente iOS ha il desiderio opposto nel 16% dei casi, facendo del sistema operativo di Google quello più capace di creare fidelizzazione. Per quanto riguarda gli utilizzatori di dispositivi telefonici diversi da smartphone dichiarano che, nel caso in cui dovessero adottare cellulari smart, preferirebbero farlo su dispositivi Android.

La fruizione di contenuti da smartphone ha fatto sì che il mercato si spostasse sempre di più verso una produzione di materiali fruibili da mobile. Pensiamo alle mobile app, alla necessità di creare siti web ottimizzati e al modo in cui ci approcciamo alla rete per condividere contenuti.

Che il settore degli smartphone sia in costante crescita ce ne accorgiamo nel nostro quotidiano. Ma di quanto sta aumentando?
Durante l’IFA di Berlino Mobilens di conScore ha presentato i dati relativi al mercato degli smartphone in Italia aggiornati al mese di maggio 2016. La vendita di smartphone ha registrato una crescita del 17% che, con un totale di 30.6 milioni di utenti, raggiunge il 68.7% del mercato dei dispositivi telefonici.
I marchi che vengono maggiormente acquistati sono Samsung, al primo posto con il 43.4%, seguita da dispositivi Apple, con il 17,7% ed infine Huawei. Quest’ultimo, malgrado copra solamente l’8% del mercato, ha subito un incremento di vendite del 140% rispetto all’anno precedente. Nello specifico, tra i modelli più popolari, in prima posizione troviamo Huawei P8 Lite, seguito da iPone 6s e Samsung Galaxy J5.

Ma quando scelgono uno smartphone, gli italiani cosa cercano? Innanzitutto la grandezza dello schermo tra i 5 e i 6 pollici, la fotocamera di almeno 12/14 Megapixel e sono disposti a spendere fino a 400€. I sistemi operativi più ricercati sono Android, scelto in quasi il 70% dei casi, iOS nel 17.7% e Microsoft, in calo, raggiunge il 10.7%. Sono stati presentati anche i dati relativi al grado di fidelizzazione verso un sistema operativo piuttosto che un altro. In particolare i possessori di sistemi Android dichiara di voler passare ad iOS nel 13% dei casi, mentre chi utilizza regolarmente iOS ha il desiderio opposto nel 16% dei casi, facendo del sistema operativo di Google quello più capace di creare fidelizzazione. Per quanto riguarda gli utilizzatori di dispositivi telefonici diversi da smartphone dichiarano che, nel caso in cui dovessero adottare cellulari smart, preferirebbero farlo su dispositivi Android.

La fruizione di contenuti da smartphone ha fatto sì che il mercato si spostasse sempre di più verso una produzione di materiali fruibili da mobile. Pensiamo alle mobile app, alla necessità di creare siti web ottimizzati e al modo in cui ci approcciamo alla rete per condividere contenuti.

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07/04/2021
Offrire l'esperienza di un'app, senza progettare un'app

La tendenza in aumento costante del traffico da mobile, è spesso inversamente proporzionale al tasso di conversione che si ottiene in navigazione da desktop. L'unico modo per poter aumentare la conversione, è migliorare l'esperienza utente mobile. Sempre più spesso si sposta la programmazione di un'app, verso la realizzazione di una progressive web app, ovvero una applicazione web che si comporta in modo simile a un’applicazione native quando utilizzata da mobile. In questo modo l’utente può vivere un’esperienza più veloce e fluida, proprio come se stesse navigando su un’app, ma senza la necessità di dover scaricare un’app. È possibile, ad esempio, caricare in anticipo i contenuti del sito in modo tale da farlo caricare più velocemente, permettere all’utente di aggiungere il sito alla home del telefono e rendere il contenuto disponibile anche offline.Tre punti fondamentali per poter ottenere una buona esperienza utente sono:- Non sottovalutare gli aspetti tecnici della UX
Spesso l’ottimizzazione della user experience viene collegata ad una modifica prettamente grafica della pagina. Si tende a mettere in secondo piano gli aspetti più tecnici come il caricamento della pagina stessa o funzionalità che migliorano l’esperienza di navigazione.
Si tratta di un'opportunità mancata se consideriamo solo il fatto che, ad esempio, un miglioramento di 0,1 secondi della velocità del sito può aumentare il tasso di conversione fino al 10% a seconda del settore.- Adatta il tuo sito alle esigenze dei tuoi utenti
Le esigenze degli utenti cambiano, lo abbiamo notato soprattutto in questo ultimo anno. I brand, quindi, devono fare il possibile per soddisfare le aspettative dei clienti, offrendo loro servizi sempre più allineati al loro comportamento di navigazione.- Adotta una cultura orientata alla performance
Ci deve essere una costante analisi di User Experience (UX), magarai tramite l’attivazione di A/B test e l'implementazione delle pagine AMP e ora della PWA.

24/03/2021
Bufale nella trasformazione digitale per le PMI

Come giustamente viene messo in evidenza da questo articolo, ci sono almeno tre miti da sfatare, quando si parla di trasformazione digitale di un'azienda.Richiede troppo tempo e noi abbiamo bisogno di risultati adessoNon ci si inventa una trasformazione digitale, fatta di revisione dei processi, in poco tempo. Ogni cosa deve avere il giusto tempo di maturazione, per capire se realmente ha un senso logico/produttivo, o se lo si è fatto solamente perchè altri lo fanno o è di moda. Ogni azienda è un caso a se, e si deve avere una visione a medio termine per potare avanti una trasformazion digitale.È troppo complicato per noi e non abbiamo abbastanza risorseChi è all'interno dell'azienda è fondamentale, perchè è colui che opera sul campo. Sono fondamentali tutti gli attori, perchè una digitalizzazione aziendale può avere successo solamente se condivisa ed utilizzata da tutti gli operatori coinvolti. Detto questo, sono altrettanto fondamentali le figure esterne, che possono dare un punto di vista differente da chi è abituato ad utilizzare gli stessi processi consolidati negli anni, oltre a poter portare esperienze applicate in altre realtà. Quindi per poter operare un processo così radicale, non si deve per forza fare tutto internamente, anzi è esattamente il contrario.Non ne abbiamo bisogno, non è rilevante per noiIl digitale è una strada tracciata ed oramai a senso unico. Non percorrere questa strada, significa rimanere fuori dal mercato nel giro di poco tempo. Chiunque sia a capo di un'azienda può pensare che la sua sia un caso particolare, ma la realtà delle cose è inprevedibile e le accelerazioni del mercato improvvise.Uno studio condotto dall’Osservatorio Innovazione Digitale delle PMI, rivela per esempio che pochissime azienda hanno un "banale" (questa è la percezione per mlti clienti) sito web ottimizzato, performante, responsivo ed aggiornato.