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Internet delle cose: Iiot e nuove opportunità di business

Il settore dell’Internet of Things è stato protagonista di una crescita annuale del 30% arrivando nel 2017 a valere quasi 3 miliardi di euro (+40% rispetto all'anno precedente). Sono questi i dati che emergono dalla Ricerca sull’Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che evidenzia come a trainare il mercato siano stati i contatori del gas e le auto connesse, mentre tra gli ambiti di utilizzo più promettenti ci sono la Smart Home, le Smart City e l’Industrial IoT. Dalla ricerca emerge inoltre che il 79% dei consumatori italiani è disposto ad acquistare prodotti per la Smart Home, ma solo uno su quattro lo farà entro 12 mesi. Quanto alle Smart City, il 60% dei comuni italiani oltre 20.000 abitanti ha già avviato progetti soprattutto per gestione della mobilità e illuminazione intelligente (Osservatorio Internet of Things, School of Management Politecnico di Milano).“L’Internet delle Cose offre la possibilità di dare nuova vita agli oggetti” – racconta Gabriele di Matteo nel workshop “Dialogo tra una lavatrice e un tostapane – La rivoluzione 4.0 generata dall’Internet delle cose” on line su www.smauacademy.it e all’interno del suo libro edito da Hoepli. – “Immaginiamo l’affissione pubblicitaria: uno strumento conosciuto già 5.000 anni fa e che oggi, con l’IoT è in grado di fornire informazioni in tempo reale. È quello che ha fatto una nota compagnia aerea a Londra, a Piccadilly Circus, posizionando un cartellone pubblicitario all’apparenza normalissimo. Non appena il cielo viene sorvolato da un aereo della propria compagnia, in prossimità della piazza, il cartellone indica la provenienza, la destinazione del volo e in alcuni casi i minuti di ritardo. Allo stesso modo la racchetta da tennis non è più solo una racchetta, ma con dei sensori installati nel manico è in grado di dare informazioni dettagliate sulla prestazione sportiva: sulla velocità del colpo o su quante volte si sbaglia e perché”. “L’Iot però,”- specifica Gennaro Persano, relatore di Smau Academy con il workshop “Dare vita agli oggetti: Internet of Things” – “non significa solo gestire a distanza dei dispositivi hardware, ma vuol dire reinventare completamente i processi aziendali ed avere l’opportunità di raccogliere enormi masse di dati – Big Data – che possono aiutare le imprese a prendere delle decisioni e ad elaborare dei modelli previsionali.”Tra gli ambiti in cui si stanno diffondendo tecnologie IoT c’è l’Agrifood, settore in cui queste tecnologie possono fornire un supporto importante all’attività decisionale degli agricoltori. Inserendo dei sensori all’interno del terreno è possibile ricavare informazioni importanti, ad esempio, sull’umidità e sulla temperatura del terreno.Nelle Smart City si possono trovare esempi diffusi di utilizzo dell’Internet delle Cose, soprattutto all’interno di Comuni con oltre 20.000 abitanti. Un esempio è il Comune di Napoli che ha avviato una vera e propria “sfida energetica” con altre capitali europee per premiare le famiglie più virtuose. Napoli, infatti è coinvolta insieme a Berlino e Bruxelles nel progetto DOMINO che si traduce in una sfida sul risparmio energetico che coinvolge più di 1200 famiglie per ogni realtà urbana. Grazie all’utilizzo gratuito di adattatori/spine intelligenti, le famiglie possono misurare i consumi di energia elettrica dei propri elettrodomestici e, con i suggerimenti forniti, ridurre i costi della bolletta e le emissioni inquinanti. Le famiglie più virtuose, oltre ad avere un immediato riscontro in bolletta, sono anche ricompensate con premi green come biciclette elettriche e buoni sconto di vario tipo. Dedicata al monitoraggio ambientale la soluzione di Tree Voice, startup di Tim #Wcap che, attraverso un piccolo dispositivo IoT che viene inserito – senza essere invasivo e dannoso – direttamente dentro la pianta, riesce ad analizzare e raccogliere numerose informazioni provenienti dall’albero per inviarle prontamente ad un server centrale che le elabora e avvisa chi di competenza in caso di vari pericoli per evitare numerosi incidenti derivanti dal cattivo tempo o dalle malattie degli alberi in città. Un altro esempio di come l’IoT può essere applicato al concetto di Smart City proviene dalla startup Nexus. La startup ha presentato a Smau Safe Underpass, un sistema che monitora lo stato di allagamento dei sottopassi e, nel caso in cui il livello dell’acqua diventa pericoloso, avvisa gli automobilisti, blocca il passaggio ed invia un alert ad un centro di gestione remoto che verrà a conoscenza della problematica in tempo reale e può prendere decisioni in modo molto più rapido e mirato. L’utilizzo della nuova tecnologia LoRa permette di coprire distanze di 15Km riducendo drasticamente il consumo energetico.In ambito domestico sono numerose le applicazioni di Smart Home, tra queste Jarvis, “robot intelligente” per la casa e l’ufficio, realizzato dalla startup bolognese Iooota specializzata in soluzioni IoT, che permette agli utenti di gestire e controllare in modo molto semplice, diretto e ovunque si trovino (dal letto così come dall’altro lato del mondo), diversi parametri come il risparmio energetico, l’illuminazione, il controllo dei consumi, la sicurezza dei loro spazi e quella dei propri cari, i propri elettrodomestici. Ed è anche in grado di intervenire in tempo reale in situazioni che, per fretta o distrazione, possono accadere nella vita di tutti i giorni.Tra le varie applicazioni in ambito industriale l’IoT può fornire un aiuto efficace nella manutenzione e nel monitoraggio dei macchinari. Il Gruppo Minerva Omega, realtà consolidata nel settore alimentare che si occupa di progettare e produrre un’ampia gamma di macchine e sistemi per la lavorazione e conservazione di prodotti alimentari ha ricevuto il premio Innovazione Smau per aver dato valore aggiunto ai propri prodotti attraverso l’inserimento dell’IoT. L’azienda, infatti, ha deciso di creare uno Spin-Off, con lo scopo di fare ricerca e sviluppo specializzato in questo settore. Nel 2013 crea la DSC Nexus, che oggi non solo produce valore aggiunto ai prodotti aziendali, ma permette al Gruppo di essere Partner di altre aziende, addirittura concorrenti, clienti direzionali e clienti che richiedono progetti ad hoc. Per ottenere questo risultato sono stati sviluppati hardware appositi seguendo le specifiche dell’IoT, mentre per il software, attraverso la piattaforma di Solair/Microsoft, i dati acquisiti dai macchinari vengono estratti, elaborati con specifici algoritmi e sincronizzati anche con sistemi esterni (ERP, CRM, ecc.) per poi essere integrati nei processi di business. Grazie al progetto, in due anni, si è ampliato il Business sia dell’azienda che del cliente finale con aumento del know-how che oggi permette al Gruppo di fornire soluzioni personalizzate, modulari e scalabili e un ampliamento del target degli interlocutori, differenziandosi quindi dagli altri competitor sul mercato.Il mercato dell’IoT è in piena espansione, cresce l’interesse e si sviluppano nuovi scenari. In questo contesto grandi player e startup, insieme, possono dar vita a nuovi progetti in grado di accrescere la competitività di imprese e migliorare i servizi ai cittadini. A Smau, con il suo Roadshow in giro per l’Italia, il compito di accendere i riflettori su queste esperienze e di condividerle con imprese e pubbliche amministrazioni del nostro Paese.Alcuni nostri esempi applicativi li trovi qui www.moko.it/landing-iiot.php

Il settore dell’Internet of Things è stato protagonista di una crescita annuale del 30% arrivando nel 2017 a valere quasi 3 miliardi di euro (+40% rispetto all'anno precedente). Sono questi i dati che emergono dalla Ricerca sull’Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che evidenzia come a trainare il mercato siano stati i contatori del gas e le auto connesse, mentre tra gli ambiti di utilizzo più promettenti ci sono la Smart Home, le Smart City e l’Industrial IoT. Dalla ricerca emerge inoltre che il 79% dei consumatori italiani è disposto ad acquistare prodotti per la Smart Home, ma solo uno su quattro lo farà entro 12 mesi. Quanto alle Smart City, il 60% dei comuni italiani oltre 20.000 abitanti ha già avviato progetti soprattutto per gestione della mobilità e illuminazione intelligente (Osservatorio Internet of Things, School of Management Politecnico di Milano).

“L’Internet delle Cose offre la possibilità di dare nuova vita agli oggetti” – racconta Gabriele di Matteo nel workshop “Dialogo tra una lavatrice e un tostapane – La rivoluzione 4.0 generata dall’Internet delle cose” on line su www.smauacademy.it e all’interno del suo libro edito da Hoepli. – “Immaginiamo l’affissione pubblicitaria: uno strumento conosciuto già 5.000 anni fa e che oggi, con l’IoT è in grado di fornire informazioni in tempo reale. È quello che ha fatto una nota compagnia aerea a Londra, a Piccadilly Circus, posizionando un cartellone pubblicitario all’apparenza normalissimo. Non appena il cielo viene sorvolato da un aereo della propria compagnia, in prossimità della piazza, il cartellone indica la provenienza, la destinazione del volo e in alcuni casi i minuti di ritardo. Allo stesso modo la racchetta da tennis non è più solo una racchetta, ma con dei sensori installati nel manico è in grado di dare informazioni dettagliate sulla prestazione sportiva: sulla velocità del colpo o su quante volte si sbaglia e perché”. “L’Iot però,”- specifica Gennaro Persano, relatore di Smau Academy con il workshop “Dare vita agli oggetti: Internet of Things” – “non significa solo gestire a distanza dei dispositivi hardware, ma vuol dire reinventare completamente i processi aziendali ed avere l’opportunità di raccogliere enormi masse di dati – Big Data – che possono aiutare le imprese a prendere delle decisioni e ad elaborare dei modelli previsionali.”

Tra gli ambiti in cui si stanno diffondendo tecnologie IoT c’è l’Agrifood, settore in cui queste tecnologie possono fornire un supporto importante all’attività decisionale degli agricoltori. Inserendo dei sensori all’interno del terreno è possibile ricavare informazioni importanti, ad esempio, sull’umidità e sulla temperatura del terreno.

Nelle Smart City si possono trovare esempi diffusi di utilizzo dell’Internet delle Cose, soprattutto all’interno di Comuni con oltre 20.000 abitanti. Un esempio è il Comune di Napoli che ha avviato una vera e propria “sfida energetica” con altre capitali europee per premiare le famiglie più virtuose. Napoli, infatti è coinvolta insieme a Berlino e Bruxelles nel progetto DOMINO che si traduce in una sfida sul risparmio energetico che coinvolge più di 1200 famiglie per ogni realtà urbana. Grazie all’utilizzo gratuito di adattatori/spine intelligenti, le famiglie possono misurare i consumi di energia elettrica dei propri elettrodomestici e, con i suggerimenti forniti, ridurre i costi della bolletta e le emissioni inquinanti. Le famiglie più virtuose, oltre ad avere un immediato riscontro in bolletta, sono anche ricompensate con premi green come biciclette elettriche e buoni sconto di vario tipo. Dedicata al monitoraggio ambientale la soluzione di Tree Voice, startup di Tim #Wcap che, attraverso un piccolo dispositivo IoT che viene inserito – senza essere invasivo e dannoso – direttamente dentro la pianta, riesce ad analizzare e raccogliere numerose informazioni provenienti dall’albero per inviarle prontamente ad un server centrale che le elabora e avvisa chi di competenza in caso di vari pericoli per evitare numerosi incidenti derivanti dal cattivo tempo o dalle malattie degli alberi in città. Un altro esempio di come l’IoT può essere applicato al concetto di Smart City proviene dalla startup Nexus. La startup ha presentato a Smau Safe Underpass, un sistema che monitora lo stato di allagamento dei sottopassi e, nel caso in cui il livello dell’acqua diventa pericoloso, avvisa gli automobilisti, blocca il passaggio ed invia un alert ad un centro di gestione remoto che verrà a conoscenza della problematica in tempo reale e può prendere decisioni in modo molto più rapido e mirato. L’utilizzo della nuova tecnologia LoRa permette di coprire distanze di 15Km riducendo drasticamente il consumo energetico.

In ambito domestico sono numerose le applicazioni di Smart Home, tra queste Jarvis, “robot intelligente” per la casa e l’ufficio, realizzato dalla startup bolognese Iooota specializzata in soluzioni IoT, che permette agli utenti di gestire e controllare in modo molto semplice, diretto e ovunque si trovino (dal letto così come dall’altro lato del mondo), diversi parametri come il risparmio energetico, l’illuminazione, il controllo dei consumi, la sicurezza dei loro spazi e quella dei propri cari, i propri elettrodomestici. Ed è anche in grado di intervenire in tempo reale in situazioni che, per fretta o distrazione, possono accadere nella vita di tutti i giorni.

Tra le varie applicazioni in ambito industriale l’IoT può fornire un aiuto efficace nella manutenzione e nel monitoraggio dei macchinari. Il Gruppo Minerva Omega, realtà consolidata nel settore alimentare che si occupa di progettare e produrre un’ampia gamma di macchine e sistemi per la lavorazione e conservazione di prodotti alimentari ha ricevuto il premio Innovazione Smau per aver dato valore aggiunto ai propri prodotti attraverso l’inserimento dell’IoT. L’azienda, infatti, ha deciso di creare uno Spin-Off, con lo scopo di fare ricerca e sviluppo specializzato in questo settore. Nel 2013 crea la DSC Nexus, che oggi non solo produce valore aggiunto ai prodotti aziendali, ma permette al Gruppo di essere Partner di altre aziende, addirittura concorrenti, clienti direzionali e clienti che richiedono progetti ad hoc. Per ottenere questo risultato sono stati sviluppati hardware appositi seguendo le specifiche dell’IoT, mentre per il software, attraverso la piattaforma di Solair/Microsoft, i dati acquisiti dai macchinari vengono estratti, elaborati con specifici algoritmi e sincronizzati anche con sistemi esterni (ERP, CRM, ecc.) per poi essere integrati nei processi di business. Grazie al progetto, in due anni, si è ampliato il Business sia dell’azienda che del cliente finale con aumento del know-how che oggi permette al Gruppo di fornire soluzioni personalizzate, modulari e scalabili e un ampliamento del target degli interlocutori, differenziandosi quindi dagli altri competitor sul mercato.

Il mercato dell’IoT è in piena espansione, cresce l’interesse e si sviluppano nuovi scenari. In questo contesto grandi player e startup, insieme, possono dar vita a nuovi progetti in grado di accrescere la competitività di imprese e migliorare i servizi ai cittadini. A Smau, con il suo Roadshow in giro per l’Italia, il compito di accendere i riflettori su queste esperienze e di condividerle con imprese e pubbliche amministrazioni del nostro Paese.

Alcuni nostri esempi applicativi li trovi qui www.moko.it/landing-iiot.php

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07/04/2021
Offrire l'esperienza di un'app, senza progettare un'app

La tendenza in aumento costante del traffico da mobile, è spesso inversamente proporzionale al tasso di conversione che si ottiene in navigazione da desktop. L'unico modo per poter aumentare la conversione, è migliorare l'esperienza utente mobile. Sempre più spesso si sposta la programmazione di un'app, verso la realizzazione di una progressive web app, ovvero una applicazione web che si comporta in modo simile a un’applicazione native quando utilizzata da mobile. In questo modo l’utente può vivere un’esperienza più veloce e fluida, proprio come se stesse navigando su un’app, ma senza la necessità di dover scaricare un’app. È possibile, ad esempio, caricare in anticipo i contenuti del sito in modo tale da farlo caricare più velocemente, permettere all’utente di aggiungere il sito alla home del telefono e rendere il contenuto disponibile anche offline.Tre punti fondamentali per poter ottenere una buona esperienza utente sono:- Non sottovalutare gli aspetti tecnici della UX
Spesso l’ottimizzazione della user experience viene collegata ad una modifica prettamente grafica della pagina. Si tende a mettere in secondo piano gli aspetti più tecnici come il caricamento della pagina stessa o funzionalità che migliorano l’esperienza di navigazione.
Si tratta di un'opportunità mancata se consideriamo solo il fatto che, ad esempio, un miglioramento di 0,1 secondi della velocità del sito può aumentare il tasso di conversione fino al 10% a seconda del settore.- Adatta il tuo sito alle esigenze dei tuoi utenti
Le esigenze degli utenti cambiano, lo abbiamo notato soprattutto in questo ultimo anno. I brand, quindi, devono fare il possibile per soddisfare le aspettative dei clienti, offrendo loro servizi sempre più allineati al loro comportamento di navigazione.- Adotta una cultura orientata alla performance
Ci deve essere una costante analisi di User Experience (UX), magarai tramite l’attivazione di A/B test e l'implementazione delle pagine AMP e ora della PWA.

24/03/2021
Bufale nella trasformazione digitale per le PMI

Come giustamente viene messo in evidenza da questo articolo, ci sono almeno tre miti da sfatare, quando si parla di trasformazione digitale di un'azienda.Richiede troppo tempo e noi abbiamo bisogno di risultati adessoNon ci si inventa una trasformazione digitale, fatta di revisione dei processi, in poco tempo. Ogni cosa deve avere il giusto tempo di maturazione, per capire se realmente ha un senso logico/produttivo, o se lo si è fatto solamente perchè altri lo fanno o è di moda. Ogni azienda è un caso a se, e si deve avere una visione a medio termine per potare avanti una trasformazion digitale.È troppo complicato per noi e non abbiamo abbastanza risorseChi è all'interno dell'azienda è fondamentale, perchè è colui che opera sul campo. Sono fondamentali tutti gli attori, perchè una digitalizzazione aziendale può avere successo solamente se condivisa ed utilizzata da tutti gli operatori coinvolti. Detto questo, sono altrettanto fondamentali le figure esterne, che possono dare un punto di vista differente da chi è abituato ad utilizzare gli stessi processi consolidati negli anni, oltre a poter portare esperienze applicate in altre realtà. Quindi per poter operare un processo così radicale, non si deve per forza fare tutto internamente, anzi è esattamente il contrario.Non ne abbiamo bisogno, non è rilevante per noiIl digitale è una strada tracciata ed oramai a senso unico. Non percorrere questa strada, significa rimanere fuori dal mercato nel giro di poco tempo. Chiunque sia a capo di un'azienda può pensare che la sua sia un caso particolare, ma la realtà delle cose è inprevedibile e le accelerazioni del mercato improvvise.Uno studio condotto dall’Osservatorio Innovazione Digitale delle PMI, rivela per esempio che pochissime azienda hanno un "banale" (questa è la percezione per mlti clienti) sito web ottimizzato, performante, responsivo ed aggiornato.